Un nuovo anno volge al termine

di Johannes Balzano

La fine dell’anno corrisponde sempre, più o meno, al nostro dies natalis, perché proprio in questo periodo le Frecce venivano scagliate nel complesso e mostruoso mare della imperante modernità. Era il 2016 ed oggi ci apprestiamo ad entrare nel nostro quarto anno di vita, arricchiti da dodici mesi difficili ma fondamentali. La nostra linea editoriale ha mantenuto dritta la barra continuando a toccare gli aspetti cruciali della nostra missione, la riscoperta di quelle anime che hanno dato lustro all’Italia e all’Europa, che hanno sconquassato la storia con loro gesta e che hanno contribuito a rendere la nostra civiltà un faro per il globo terrestre, prima del tramonto profetizzato quasi un secolo fa, ormai tale. Un impegno non statico ma dinamico, trasversale storicamente parlando, seguendo il filo del destino che congiunge l’epoca pre-risorgimentale alla seconda parte del ‘900, tessendo una tela nella quale il nostro lettore può spaziare, toccando con mano testimonianze storiche, filosofiche e politiche. L’obiettivo resta sempre quello di quasi 4 anni fa, la ricostruzione delle nostre colonne nazionali, quelle colonne che sorreggono lo spirito dei popoli, abbattute dalla perversa ideologia post democratica, la quale, nel nome del materialismo più sfrenato, ha riformulato le nostre origini e ha livellato la coscienza popolare ad una mera discussione da bar. Il Risorgimento italiano ed europeo, l’ascesa delle masse lavoratrici, la Grande Guerra, le riscosse nazionali,i personaggi morti per la Nazione durante l’era democratica, tutto è stato rinchiuso nell’oblio del mondo tecnocratico senza anima. Una terra senza più eroi che trascura personaggi come Pisacane e Mazzini, Oberdan e Battisti, Slataper e Corridoni, i caduti della Grande Guerra, e gli ultimi morti, assassinati da forze antinazionali e disgregatrici, Mattei, Falcone e Borsellino.  Con mezzi sempre più rodati e collaborazioni illustri ed entusiasmanti siamo riusciti a fare salti nel passato più remoto riscoprendo un Dante moderno grazie a Federico Papa, con il quale vi abbiamo fatto conoscere il Sommo Poeta sotto un’altra prospettiva; insieme a Fulvio Finucci e Clarissa Emilia Bafaro ci siamo lanciati nella riscoperta della trincea del Primo Conflitto Mondiale, sottolineando l’importanza del simbolismo patriottico, della comunicazione e dell’architettura nel forgiare lo spirito delle nazioni; abbiamo saldato una collaborazione con i ragazzi di Magnitudo Italia, giovani romani pieni di passione e di dedizione per l’Italia e le sue radici; ci siamo incontrati con l’audace realtà di Passaggio al Bosco, ospitati da Aurora Boreale in un confronto che ci ha fatto crescere e discutere su aspetti cruciali dell’editoria non conforme; abbiamo trovato una seconda casa grazie alla Libreria HoraFelix dell’instancabile Maurizio Messina; siamo stati una presenza fissa alla Libreria Europa, che ci sostiene dalla nostra alba; ci siamo iniettati linfa vitale tramite le nostre nuove penne, collaboratori occasionali e abituali, che hanno arricchito il nostro Salotto Letterario, troppi da citare; infine siamo stati premiati dai nostri lettori, instancabili, fedeli e leali.

Un nuovo decennio si apre, nuove sfide da raccogliere, ma l’arco è pronto a scagliare le Frecce, di nuovo verso l’aberrante modernità, dall’aspetto mostruoso, ma dalla corazza molle.

Buon Anno!

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