Schiavi digitali – Recensione

di Cristiano Ruzzi

Quanto influiscono i social network e la tecnologia di ultima generazione sulle nostre vite? Una domanda apparentemente banale, ma che in realtà nasconde una serie di importanti riflessioni, esposte da Riccardo Tennenini in Schiavi digitali. Alienazione, narcisismo e controllo al tempo dei social network, pubblicato da Passaggio al bosco edizioni.
Con l’utilizzo della terminologia heideggeriana – comprensibile anche per chi non ha mai approfondito l’autore di Sein und Zeit – e una selezionata bibliografia, vengono analizzate le articolazioni della società digitale e di come, al suo interno, la téchne abbia subito una metamorfosi a 180 gradi: da norme applicate per servire l’essere umano, a strumento invasivo nella sfera pubblica e privata. Tutto ciò si riversa verso le nuove generazioni, la cosiddetta web generation cresciuta tra i selfie quotidiani pubblicati su Instagram, l’acquisto dell’IPhone di ultima generazione e un individualismo portato all’estremo, nel quale «recitiamo un copione, finendo per dimenticare la nostra vita vera: siamo nel baratro del circo digitale, dove ognuno è attore di se stesso e schiavo della propria connessione.»
Il risultato di queste tendenze porta alla diffusione di problemi emotivi, psico-mentali, legati al comportamento e alla dipendenza da smartphone e dei social. Si viene così a creare un mito di Narciso 2.0 in cui i giovani, non volendo affrontare le sfide e gli ostacoli che la vita pone davanti, preferiscono rifugiarsi nel mondo digitale.
Nel modo in cui è stato presentato, Schiavi digitali può sembrare un trattato di psicologia, ma ciò non renderebbe giustizia all’opera in sé: per quanto grave appaia la situazione, non esiste un farmaco miracoloso capace di guarire gli effetti collaterali del web (né l’autore vuole proporre soluzioni tendenti al luddismo). Come scritto nella conclusione finale, solo la piena consapevolezza del mondo digitale, dei suoi rischi e del suo utilizzo a fini propedeutici può reindirizzare l’essere umano ad una paideia efficace solo nel medio-lungo termine, per riscoprire così quella «semplicità che la virtualità ci ha tolto: uno sguardo d’amore, la prospettiva di un tramonto o l’abbraccio di un amico.»

Il libro è disponibile presso il sito dell’editore:  https://www.passaggioalbosco.it/prodotto/schiavi-digitali/    

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