Mattatoio n.5 – Recensione

di Carlo Diana

Traumatica successione di eventi, come sprazzi di memoria, fotogrammi senza tempo a costruire la storia. Il romanzo di Vonnegut è sicuramente atipico ed originale, gioca con il tempo tralasciandolo, implicitamente dimenticato, messo da parte. Storia scritta senza cronicità, come se si guardasse un film selezionando una successione casuale di scene. Fortissimo il messaggio trasmesso, una condanna assoluta di ogni forma di violenza e di guerra, l’autore utilizza uno stile canzonatorio, a tratti scherzoso e goliardico. Un senso di alleggerimento di eventi storici di drammaticità estrema.
Una delle pagine più tristi e raccapriccianti della storia ripresa in diversi cortometraggi senza soluzione di continuità. L’alter ego dello scrittore si “diverte” a saltellare nel tempo restituendoci scene che egli stesso ha vissuto in prima persona, salvandosi per miracolo.
Bello e intelligente l’inserimento di una seconda linea del racconto, quella relativa ai trafalmadoriani, un popolo alieno che vede il genere umano con occhi e metriche completamente diverse dal solito. Una sorta di coscienza camuffata da viaggi spazio-temporali, una dichiarazione di come Vonnegut vede o vorrebbe vedere la vita.
Bello anche il concetto che credo di aver recepito: la vita è una specie di insieme di eventi che slegati dal tempo portano a morire più volte e per questo essere sempre vivi:

“…se non che l’autore li ha scelti con cura in modo che, visti tutti insieme, producano un’immagine della vita che sia bella, sorprendente e profonda. Non c’è principio, parte di mezzo o fine, non c’è suspence, né morale, né cause ed effetti.
Quella che amiamo nei nostri libri è la profondità di molti momenti meravigliosi visti tutti in una volta.”

Un romanzo diverso dal solito e forse anche per questo molto apprezzato. Difficile a tratti seguirne il filo, la trama, ma forse proprio questo voleva essere l’intento del suo autore, un’esplosione di vicende che compongono una vita. Tante persone muoiono in questo libro, tante persone muoiono per guerre stupide, ogni guerra lo è, tanta gente soffre… “Così va la vita”.

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