Intervista a Italia Strategic Governance

1. Che cos’è ISG?
Italia Strategic Governance (ISG) è un think tank che si fonda sul trinomio studi strategici, geopolitica e difesa dell’interesse nazionale italiano, nato dalla profonda convinzione della necessità di tracciare una linea teorica di governance che punti allo sviluppo strategico e alla difesa dell’interesse nazionale italiano. ISG vuole puntare il proprio raggio d’osservazione sui dati oggettivi e fattuali offerti dalla realtà, tralasciando ogni distorsione ideale e ideologica di quest’ultima, per poter comprendere in che modo esercitare un’azione efficace sulle leve strategiche – politiche, economiche e diplomatiche – del Paese al fine di consolidare la posizione italiana nello scacchiere globale. Dietro a ISG c’è un coeso gruppo umano formato da professionisti, studenti e ufficiali delle Forze Armate italiane.

2. Abbiamo notato che sul vostro sito c’è un’apposito spazio di pubblicazione dei cosiddetti “papers”. Che cosa sono?
I nostri “papers” sono analisi multidisciplinari che puntano a comprendere, analizzare ed elaborare i processi e le dinamiche attraverso cui gli affari interni ed esteri possono essere governati pragmaticamente per tutelare gli interessi nazionali italiani. Attraverso questi papers di ricerca vogliamo puntare il nostro raggio d’osservazione sui dati oggettivi e fattuali offerti dalle contingenze, tralasciando ogni distorsione ideale e ideologica di quest’ultima, per poterci confrontare con la realtà “dura e pura” che ci circonda e non con la realtà che vorremmo che fosse. Questa idea può sembrare cinica, ma a noi piace paragonarci ad un medico che di fronte ad un morbo non si indigna, ma, anzi, cerca di diagnosticare la malattia e di trovare la cura migliore.

3. Il primo paper riguarda le sanzioni alla Russia, un argomento ostico dove si è fatta tanta propaganda populista, quanto è difficile arrivare a conclusioni scientifiche ed oggettive in un mondo in cui la comunicazione spicciola sembra aver rimpiazzato la scienza esatta?
Non abbiamo la presunzione di voler trovare la verità, ci limitiamo ad osservare i fatti. Nel caso delle sanzioni dell’Unione Europea alla Russia, è evidente che i loro effetti non si sono rivelati quelli sperati. Ma al di là delle sanzioni, che rappresentano l’espressione più evidente dell’ostilità occidentale verso Mosca, bisogna chiedersi a chi giova inasprire lo scontro tra Occidente e Russia, secondo la nostra modesta opinione con strumenti e metodi del genere si rafforza solamente il legame tra Russia e Cina – storicamente competitors nello scenario asiatico – a danno dell’Europa e dell’Occidente in generale. Speriamo che, ai tavoli di Bruxelles, si possa presto giungere ad una riflessione limpida e aderente alla realtà sulle questioni relative alla geopolitica dello spazio euro-russo e alla potenziale minaccia cinese, lasciandosi alle spalle ogni preconcetto e ogni pregiudizio ideologici.

4. Le vostre analisi riguarderanno solo l’attualità o anche tematiche di natura storica?
La storia non è giunta alla sua fine come teorizzato da Fukuyama, e mai vi giungerà. Consapevoli di questo, vogliamo indirizzare la nostra lente d’osservazione al presente che incessantemente corre verso il futuro. Questo non significa che la storia non abbia un ruolo importante, ad esempio, i grandi miti mobilitanti su cui si basa l’azione degli attori dello scacchiere internazionale affondano le loro radici nel passato, ed è innegabile che esistano costanti geostoriche nell’azione degli Stati che si ripetono nel lungo periodo. Comunque, la storia è un campo minato e va trattata con attenzione, è una scienza soggetta al “contesto di presente”, cioè l’interpretazione dello storico che sarà sempre un fattore di distorsione nonostante il tentativo di dare ad un fenomeno storico una lettura il più oggettiva possibile. Il ruolo della storia, secondo la vulgata comune, è quello di farci “evitare gli errori del passato”: nulla di più falso. La storia non permette di governare il presente o il futuro nella maniera migliore, altrimenti basterebbe studiare i manuali di storia per costruire un mondo perfetto, l’uomo non è una macchina che agisce meccanicamente in un laboratorio, ma è un essere irrazionale che agisce in un contesto in continuo mutamento ed è guidato dalla volontà di raggiungere un obiettivo, quest’ultimo può cambiare come possono cambiare le modalità per raggiungerlo. Alla luce di una riflessione sulla natura della scienza storica, possiamo dire con certezza il nostro scopo non è quello di perlustrare il passato, ma quello di difendere, con i mezzi a nostra disposizione, l’interesse nazionale italiano hic et nunc.

5. Cosa vi differenzia da quei think tank che hanno come oggetto di studio le materie menzionate nello statuto di ISG?
Il nostro progetto è diviso in reparti che richiamano i ministeri italiani più importanti, ricalca un consiglio dei ministri. ISG è un think tank che, simulando la struttura di un governo, rappresenta un unicum, non solo nel panorama italiano, ma nel panorama globale.

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