Dissolvenza

Da bisogno a vanità
Cos’è ora la tua figura?
Quale responsabilità?
Se più non vieni in sogno

L’ira d’ordigno mi divora
E la paura è serratura
Indegno è il violato scrigno
Ancora respira la tortura

Un ragno col ghigno tesse
Dell’ombra nostra di allora
Le tue ciglia di meteora
E i miei occhi da signora
Tirando via col suo calesse
La tua primavera
Le tue labbra fiorite
E la tua aurora

Ma il ricordo è dinamite
Il tuo volto evapora ma mi innamora
E non esiste Dio e non ci sono messe
Ché io sono amabile vite
Cielo e zeolite
E sono ebbra di te

CAROLINA D’ELIA

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