Una vita rivoluzionaria

di Jonata Fagioli

“Muore giovane chi è caro agli Dei “ scriveva Menandro e non c’è testimonianza più forte, a riguardo, della vita breve ma intensa di Filippo Corridoni e della sua eroica morte. Il Gabrielli è riuscito grazie a un’opera teatrale dinamica ed agevole ad illuminare la duplice figura di Corridoni come uomo e passionario, diradando quella nebbia misteriosa che ne celava i tratti umani e privati più interessanti.

Uomo irregolare tutto genio e sregolatezza, avanguardista e sognatore: fu l’interprete più autentico della febbre collettiva del tempo. Amante della patria e della giustezza sociale, antiborghese e ardito, studioso e uomo d’azione, prima antimilitarista poi soldato in prima linea nonostante la tisi che lo affliggeva da anni e per la quale fu assegnato ai servizi di retrovia. Una figura fascinosa e controversa, la cui vita è stata caratterizzata da un turbinio caotico di idee e posizionamenti, eclettico ma sempre vero, giusto e forte pur nei mutamenti. Né di destra né di sinistra, italiano e paladino dei lavoratori, fulgido esempio di ciò che significa essere Italiani e Rivoluzionari. Un plauso va quindi alla casa editrice “Le Frecce“ che molto si sta prodigando per far conoscere alle masse questo personaggio straordinario, così come il merito va all’autore Alberto Gabrielli per averlo reso più umano e meno idealizzato. “Siate il cambiamento che vorreste nel mondo”; potrebbe essere il monito che oggi Filippo Corridoni urlerebbe a tutta voce ai nostri giovani.

Profetico il suo ultimo grido eroico che dovrebbe risvegliare cuori e menti delle generazioni future: “Morirò in una buca, contro una roccia o nella corsa di un assalto ma, se potrò, cadrò con la fronte verso il nemico come per andare più avanti ancora.“

Siate Esempio!

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