Una vita in salita: “Il vento sulle braccia” di Claudio Palmulli

di Cristiano Ruzzi

Disabilità: una parola che, nelle orecchie della gente, provoca estraneità e diffidenza. Nell’immaginario collettivo il disabile è una persona affetta da gravi handicap fisici, che suscita sentimenti di compassione, imbarazzo e pietà. In realtà le cose non stanno proprio così: molto spesso queste persone, nonostante le varie difficoltà che la vita impone, riescono ad alzare la testa e a condurre una vita normale, dimostrando che il pregiudizio verso gli handicappati è solo un luogo comune. È questo il caso di Claudio Palmulli, affetto da tetraparesi fin da quando era neonato e che ha voluto raccontare la sua storia nel libro autobiografico “Il vento sulle braccia”, di cui ne consiglio vivamente la lettura.

Narrato con uno stile scorrevole e chiaro, l’autore ci racconta le difficoltà che ha dovuto affrontare fin da quando i medici diagnosticarono la sua malattia ai genitori e di come, nonostante l’essere costretto su una sedia a rotelle, sia riuscito grazie anche all’aiuto di amici e familiari a condurre la vita di un qualsiasi bambino. Seguono gli anni dell’adolescenza, la scoperta della propria passione calcistica, la Lazio, ma anche l’amara consapevolezza che la propria disabilità porta dei limiti rispetto ai propri coetanei, accompagnato da un senso di indifferenza e di avversione che ti porta all’isolamento e all’odio verso te stesso. Ma è proprio quando tocchi il fondo al suo limite estremo, che cerchi di risalire per tornare in superficie: ed è da qui che Claudio, nella seconda parte del suo libro, inizia il suo riscatto e la voglia di mettersi in gioco per combattere un’importante battaglia che è anche uno dei temi centrali della sua autobiografia: l’abbattimento delle barriere architettoniche e del riconoscimento dei diritti elementari dei disabili. Ciò lo porterà a compiere varie azioni dimostrative che culmineranno, oltre all’incontro con l’allora Sindaco della città, Ignazio Marino, alla partecipazione alla mezza maratona Roma Ostia e alla maratona della Capitale dell’edizione del 2017. Sfide atletiche difficili anche per una persona fisicamente sana, ma che Claudio riuscirà a concludere con successo, guadagnandosi ogni metro di percorso con fatica, sudore e lacrime. “Il vento sulle braccia” è questo e anche di più: è una storia fatta di amore e di speranza, di superamento dei propri limiti, di voler cambiare e migliorare la società in cui si vive con tenacia, costanza e determinazione e che meglio si esprime nelle parole che Claudio pone al lettore all’interno del suo libro:

“Non è mai facile accettare di essere “diversi”, di dover vivere quotidianamente molti ostacoli in più rispetto a una persona senza problemi fisici, di non sentirsi mai totalmente autonomi. La rabbia, la frustrazione, l’isolamento, fino ad arrivare alla depressione sono le reazioni più comuni che si possono scatenare quando si prende coscienza della propria condizione e sono le stesse che ho provato anche io per molto tempo. Arriva, però, un momento in cui dobbiamo accettare ciò che il destino ci ha imposto, ma senza lasciarci schiacciare dalla realtà. […] La nostra mente ha il grandissimo potere di aiutarci ad affrontare anche le situazioni più difficili, ma è necessario volere e credere che il cambiamento sia possibile.”

È possibile acquistare “Il vento sulle braccia” dalla pagina Facebook del libro:

https://www.facebook.com/ilventosullebraccia/

Inserisci un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.