Dal Muro ad oggi, l’imperfetto passato raccontato nel libro di Paolo Rendina

di Johannes Balzano

Era un’altra Europa quella che il 9 Novembre di 28 anni fa si svegliava attonita con le televisioni sintonizzate a reti unificate su Berlino. Una marea umana premeva su quell’infame muro, costruito quasi 30 anni prima, che spezzava in due il cuore di un Continente intero. Una nazione divisa, un popolo fratturato in due, finalmente correva per riabbracciarsi.

Al di là delle considerazioni romantiche ma soprattutto umane, la Caduta del Muro di Berlino è stato uno spartiacque imponente per la storia dell’Europa. All’indomani la nuova Germania divenne motore di una integrazione che correva spedita, con una rapida cessione della sovranità nazionale degli stati membri europei in favore del progetto europeista. Progetto che alle porte dell’ultimo decennio del II millennio risultava essere ambizioso e teso a costruire una nuova potenza mondiale da inserire nel nuovo scacchiere geopolitico. La cronaca però ci ha consegnato un’immagine storpiata dell’ambiziosa pianificazione europea e dopo quasi tre decenni anche i più convinti iniziano a dubitare dell’Unione. Lo scenario mondiale in pochissimi anni è cambiato drasticamente: crisi economica, crisi finanziaria, crollo dei consumi, fallimento del Welfare state, ondate migratorie e crisi politiche hanno messo a dura prova la convivenza tra gli stati europei. Il sentimento di rigetto ha riportato in auge istanze nazionalistiche, il più delle volte goffamente ottocentesche, contrastate da posizioni mondialiste, mortalmente pericolose per il futuro sia europeo che nazionale. Nello stallo creatosi, mentre il mondo procede spedito ad una nuova evoluzione con rapporti diplomatici, contingenze economiche e nuovi accordi finanziari, il rischio di un domani nefasto per il Vecchio Continente e i suoi popoli è più che realtà.

Paolo Rendina riassume tutto questo nel suo Romanzo fantastico “Il futuro di un Passato imperfetto”, che noi de “Le Frecce” abbiamo avuto il piacere di pubblicare. In un’opera adatta ad adolescenti ed adulti, trasporta le problematiche sopracitate nel futuro e le analizza a distanza di secoli in maniera brillante, senza eccedere nella descrizione di un’era per noi inconoscibile. Il mondo che ci racconta Paolo è governato da poche grandi lobby, le stesse che oggi sembrano divise, le quali nel romanzo riescono a coniugare interessi economici, ideologici e culturali. Sulla vetta della piramide siede “l’uomo nuovo” che emerge dalla frastornante realtà contemporanea: uomini d’affari senza scrupoli, invischiati nella grande finanza, a capo di potentati economici, rigorosamente fedeli dell’ideologia gender. La società del futuro dell’autore è piatta, lineare, orizzontale. Tutto è calcolato, tutto è programmato, le abitudini di vita sono così scandite bene che le malattie sono un lontano ricordo. Ogni eccesso è immediatamente notato dal “Grande Fratello” di Paolo Rendina, che a differenza di Orwell (mi si perdoni l’accostamento), da una dimensione umana a chi tiene il potere nel futuro. Sono persone che amano, si divertono e ridono, ma sono figli di quell’immenso odio che i più, oggi, chiamano amore. Esseri umani in provetta, pianificazione delle nascite, scrittura della storia in maniera parziale, declassamento culturale delle società, pensiero unico, dittatura finanziaria, reati di opinione e di pensiero. Tutti dettagli che oggi emergono separati ma che Paolo Rendina unisce, riportando tutti i nodi al pettine.

Cosa c’entra però questo romanzo con il Muro di Berlino? La nuova società teorizzata da Paolo Rendina è figlia di quell’imperfetto passato, come da titolo, che si è profilata dopo il 9 Novembre 1989. La festa per la nuova Europa si sta trasformando nel funerale dell’Europa stessa. Al bivio, in molti, hanno scelto la strada sbagliata e oggi risulta difficile tornare indietro. Paolo lascia una speranza aperta, per scoprirlo basta leggere il suo libro e il nostro best-seller.

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